venerdì 15 gennaio 2010

TRASLOCO

Questo blog cambia casa.
Da oggi lo troverete qui:

http://sararagusa.wordpress.com/

Ci vediamo di là.

venerdì 11 dicembre 2009

No te amo como si fueras rosa de sal, topacio
o flecha de claveles que propagan el fuego:
te amo como se aman ciertas cosas oscuras,
secretamente, entre la sombra y el alma.


Te amo como la planta que no florece y lleva
dentro de sí, escondida, la luz de aquellas flores,
y gracias a tu amor vive oscuro en mi cuerpo
el apretado aroma que ascendió de la tierra.


Te amo sin saber como, ni cuándo, ni de donde,
te amo directamente sin problemas ni orgullo:
así te amo porque no sé amar de otra manera,


sino así de este modo en que no soy ni eres,
tan cerca que tu mano sobre mi pecho es mía,
tan cerca que se cierran tus ojos con mi sueño.


Pablo Neruda

mercoledì 25 novembre 2009

Due ruote

Io nella vita pedalo. Pedalo da quando andavo a scuola. Ho sempre preferito la bicicletta ai mezzi pubblici e all'auto, non mi sono mai comprata un motorino.
In tutti questi anni, circa 15 anni di pedalate avanti e indietro per dove dovevo andare, ho risparmiato anidride carbonica alla nostra aria e spazio a chi si serve dell'Atm. 
Ho risparmiato soldi miei.
Ho bruciato un po' di calorie e tenuto in allenamento le gambe.
Mi sembrano tutte cose positive, faccio una cosa buona per me e per gli altri semplicemente scegliendo il mezzo con cui spostarmi.
E allora perché in questa dannata città i ciclisti sono proprio gli ultimi nella scala gerarchica, l'anello più debole, il pesce più piccolo della piramide alimentare?
Ci odiano gli automobilisti, gli autisti dei pullman degli autobus e dei tram, gli scooteristi e i motociclisti, i pedoni e ci abbaiano contro perfino i cani!


Oggi ho rischiato di venire investita da un'auto che mi ha sorpassato, sulla sinistra, mentre io giravo ovviamente a sinistra, segnalandolo molto bene e in anticipo. Alle mie urla di protesta quando ho raggiunto l'auto, che si è fermata nel traffico 10 metri più avanti, la spiegazione è stata che ci stavo mettendo troppo a girare.


Continuando a pedalare infuriata verso la redazione, credo di aver scoperto come si fa a diventare invisibili. Basta mettere le gambe in spalla e pedalare!

lunedì 23 novembre 2009

One More Cup of Coffee

Stamattina trovo nella posta la mail di un'amica che mi invita a scrivere alla prefettura, al vicesindaco di Milano e all'assessore Moioli per esprimere la mia indignazione per lo sgombero del campo di via Rubattino. E io lo faccio molto volentieri.
Perché distruggere il campo e pretendere che chi ci abitava svanisca in uno sbuffo di fumo?


Poi un collega mi legge di sfuggita un titolo di Repubblica: alcuni dei nomadi sgomberati verranno accolti nelle strutture che Milano ha approntato per l'emergenza freddo.
Certo, perché i posti erano abbondanti... mi sembra una buona idea. 
E poi, ma da quando il freddo in inverno è un'emergenza? Durante il resto dell'anno non è un problema che la gente dorma per strada? 
A parte le questioni di decoro pubblico, sembra non interessi affatto alle istituzioni risolvere questo problema.


Oggi sono polemica e la stupidità mi infastidisce. Ascolto la canzone che Bob Dylan ha scritto a Saintes-Maries-de-la-Mer durante la festa per Sara la nera, patrona dei rom. Magari mi rilassa.





One More Cup Of Coffee


Your breath is sweet
Your eyes are like two jewels in the sky
Your back is straight your hair is smooth
On the pillow where you lie
But I don't sense affection
No gratitude or love
Your loyalty is not to me
But to the stars above


One more cup of coffee for the road
One more cup of coffee 'fore I go.
To the valley below.


Your daddy he's an outlaw
And a wanderer by trade
He'll teach you how to pick and choose
And how to throw the blade
He oversees his kingdom
So no stranger does intrude
His voice it trembles as he calls out
For another plate of food.


One more cup of coffee for the road
One more cup of coffee 'fore I go.
To the valley below.


Your sister sees the future
Like your mama and yourself
You've never learned to read or write
There's no books upon your shelf
And your pleasure knows no limits
Your voice is like a meadowlark
But your heart is like an ocean
Mysterious and dark.


One more cup of coffee for the road
One more cup of coffee 'fore I go.
To the valley below.

Bob Dylan

giovedì 29 ottobre 2009

tu e io


tu

sei leggero come ossigeno,
impalpabile, infiammabile.
ti manca anche la pelle.
tutto
lo vivi nella carne.
hai mani usate e dolci,
occhi mobili
che interrogo a sera.

e io

imparo a cadere
col tempo, lento,
trovo il passo.
salgo e scendo,
allungo.
evito pozzanghere e deserti.
sto nell'umido.
è lì che c'è vita.

martedì 6 ottobre 2009

Stamane, pedalando, pensavo che ci sono persone nella mia vita a cui non posso rinunciare. E non so più se mi conforta o spaventa questa consapevolezza.


I See a Darkness


Well, you're my friend, and can you see?
Many times, we've been out drinking;
Many times we shared our thoughts.
But did you ever, ever notice, the kind of thoughts I got?
Well, you know I have a love; a love for everyone I know.
And you know I have a drive, to live I won't let go.
But can you see its opposition, comes rising up sometimes?
That its dreadful imposition, comes blacking in my mind?

And then I see a darkness,
And then I see a darkness,
And then I see a darkness,
And then I see a darkness.
Did you know how much I love you?
Its a hope that somehow you,
Can save me from this darkness.

Well, I hope that someday buddy
We have peace in our lives;
Together or apart,
Alone or with our wives,
And we can stop our whoring,
And pull the smiles inside,
And light it up forever,
And never go to sleep.
My best unbeaten brother,
This isn't all I see.

Oh no, I see a darkness.
Oh no, I see a darkness.
(Oh) no, I see a darkness.
Oh no, I see a darkness.
Did you know how much I love you?
Its a hope that somehow you,
Can save me from this darkness.

Johnny Cash

venerdì 25 settembre 2009

I know something is broken
And I'm trying to fix it
Trying to repair it
Any way I can

X&Y, Coldplay

venerdì 18 settembre 2009

Well I know what's right, I got just one life
in a world that keeps on pushin' me around
but I'll stand my ground, and I won't back down
Tom Petty, I Won't Back Down

venerdì 14 agosto 2009

"Perché in fondo, forse, nell'amore, alla fine bisogna affidarsi alla magia, perché non è che riesci a vedere una regola, qualcosa da seguire per far andare le cose bene, per esempio dei Comandamenti."
Milena Agus, Mal di pietre

venerdì 7 agosto 2009

la repubblica della banana

"Non possiamo più sopportare che la Rai, la nostra televisione pubblica, sia l'unica televisione al mondo che coi soldi di tutti attacchi il governo."
Silvio Berlusconi, 7 agosto 2009

certo, presidente, non si può più sopportare. in una finta democrazia come la nostra, è davvero imperdonabile.
la libertà d'opinione che senso ha? a chi giova?
e chiudiamola quasta rai 3 sovversiva!
anestetizziamoci del tutto. mettiamoci i tappi alle orecchie e stampiamoci un bel sorriso in faccia.
tanto ora si va in ferie, e con l'autunno escort (perché chiamarle prostitute poi è brutto in questi casi), ragazzine, divorzio e tutto quanto, passeranno nel dimenticatoio collettivo. ce ne ricorderemo come uno di quei gossip estivi, al pari di clooney con la velina.
dopotutto, quanto ci abbiamo messo a far piazza pulita della sentenza di mills? in fondo era solo un'altra tacca sul cinturone del presidente, il suo curriculum di giudizi è ben fornito.
peccato ci siano ancora giornalisti che fanno domande scomode e ci fanno incrinare il sorriso. peccato non imparino mai, nonostante la fine cha hanno fatto, in Russia, Anna Politkovskaya e Natalia Estamirova. la seconda è stata assassinata neanche un mese fa.
peccato che il nostro presidente debba perder tempo a rispondere a questi veterorivoluzionari.

peccato ci sia ancora qualcuno che vuole sapere la verità.

mercoledì 5 agosto 2009

milano

scorbutica città.
neanche in agosto
si scalda davvero.
ma se annusi,
tra gli usuali fumi,
le narici sbalordiscono:
da mesi un fiore spande,
solitario,
il suo profumo
rivoluzionario.

lunedì 3 agosto 2009

cronaca d'agosto: passeggiata tra i campi

lasciata l'auto, ci addentriamo tra i campi in sella a un motorino. la strada corre accompagnata da due canali, uno un po' più grande a destra, l'altro più stretto a sinistra. scorre. di acqua non ne manca quest'anno. ogni tanto una cascina, alcune abitate altre no. un cumolo di letame che non puzza più. un cimitero minuscolo e quasi dimenticato. non c'è un fiore fresco, solo alcuni finti che macchiano di un colore sbiadito con la loro plastica sporca. qualche tomba è stata invasa dal piccolo cipresso che la doveva abbellire. ora la abita, prepotente, e rompe lapidi senza pudore.
nello sgabuzzino una catasta di piccole croci di pietra. usate in passato o da usare in un futuro non avveratosi.
lasciato anche il motorino, ci inoltriamo nel silenzio.
ci fanno compagnia le libellule, scure cacciatrici. appostate senza peso su un filo d'erba non si perdono un moschino.
ci stupisce una ragnatela, tesa tra una riva e l'altra del canale più grande. un filo lunghissimo e sottile. ci chiediamo come avrà fatto il ragno a lanciarsi così lontano per costruirla. avrà saltato? ci sfugge la tecnica.

voglio imparare dal ragno a tessere la mia tela: audace, resistente, adatta.
Proviamo insieme.

venerdì 31 luglio 2009

discanto

... si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate...

Ivano Fossati

giovedì 23 luglio 2009

caro monossido

ho appena ricevuto una telefonata da mio padre, ottantaduenne. in casa sua c'era un tizio che gli voleva installare un rilevatore di monossido di carbonio.
per fortuna ho ripetuto mille volte a mio padre di chiamarmi in questi casi.
il tizio ha cercato di intortarmi al telefono, dopo che aveva già convinto mio padre dell'assoluta necessità di quell'aggeggio, che la legge dice che è obbligatorio metterlo in casa, che lui aveva messo un avviso, che era la seconda volta che passava, quindi non sarebbe più potuto ripassare perché milano è grande, che se non lo mettevamo eravamo fuori norma, che lui era autorizzato dalla prefettura e rilasciava tutti i documenti necessari per i futuri controlli, che era indispensabile per la sicurezza sua e del mondo.

prezzo: 200 euro. anzi 199 per l'esattezza.

gli dico che vorrei informarmi meglio, visto il costo e visto che abbiamo già un apparecchio che secondo me fa la stessa cosa e secondo lui, invece, non è uguale perché rileva una fuoriuscita diversa. insiste per circa 10 minuti, gli dico di no, convinta, mi faccio ripassare mio padre e gli intimo di accompagnare l'ospite alla porta.

torno alla scrivania e guardo su internet, fonte democratica di mille informazioni e estrema difesa contro le fregature.
quell'aggeggio in farmacia costa 7 euro, prezzo calmierato in accordo col comune di milano. anzi ora 9, perché non è inverno.

la versione elettronica costa 35.

ho voglia di prendere a calci quel tizio. quanti vecchietti a milano non hanno una figlia che guarda su internet quanto costa in realtà quello che ti vogliono vendere come l'unica salvezza possibile dalle fughe di gas?

mercoledì 22 luglio 2009

nostalgia

"E tutto il male inizia con l'oblio di una nostalgia."

Lo specchio nello specchio, Michael Ende


Sulla corda come piccioni
si sta, tutti stretti e intenti
all'equilibrio
se uno arriva o parte.

Poi la corda è tua,
e ti crogioli d'illusione:
armonia garantita.
Niente più beccheggiare
avanti e indietro,
niente più svolazzare d'ali
senza aprirle davvero.

Ma basta il ricordo
del peso di un corpo,
leggero, dalle osse cave
e pronte al volo,
per spegnere l'abbaglio.
Era lumino di lucciola,
pjafoc.

Di nuovo, l'affanno di non cadere
tende i muscoli
occupa il pensiero.

martedì 21 luglio 2009

quando la tecnologia ti parla

itunes in modalità random ha il potere di scegliere le canzoni giuste al momento giusto.
tanta puntualità tecnologica mi lascia sgomenta.



I Love You More Than Words Can Say


Please, let me sit down beside you.
I've got something to tell you, you should know.
I just couldn't wait for not another day.
I love you, for more than words can ever say.

Honey living without you is so painful.
I was tempted to call it a day.
You've got me in your hand, why can't you understand.
I love you baby, for more than words can say.

I just can't sleep, when I lay down in my bed.

The thougths of you babe, just linger in my head.
Living without you is so painful. I was tempted to call it a day.
You've got me in your hand, why can't you understand.
I love you honey, for more than words can say.
I love you honey, for more than words can say.
Yes, I do.

Otis Redding

hotel supramonte

oggi posso solo rubare le parole degli altri.
ho la gola secca.




Hotel Supramonte

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
dov'è il tuo, ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore.

testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè



giovedì 9 luglio 2009

Walk on

anche io sono stata a sentire gli U2 ieri sera. con tutte le remore del caso: non sono più gli stessi, si sono venduti, non fanno più le canzoni di una volta... però c'era l'occasione...

comunque tra qualche canzone nuova e vecchi cavalli di battaglia, l'affondo del vecchio gruppo si è sentito.
e mi è venuto da chiedermi: quanti tra i 77 mila di san siro hanno capito che quella enorme scritta in caratteri arabi su campo verde era dedicata alla rivolta dell'iran democratico? in quanti si sono accorti, lassù al terzo anello, tra i mille cellulari e macchine fotografiche digitali, di quel gruppo di candele così fuori moda (non ci sono più neanche i bagliori degli accendini ai concerti) che ricordava quelle che illuminano i balconi di teheran per omaggiare i suoi morti?
in quanti sanno che esiste un iran democratico che lotta per essere riconosciuto? chi immagina che le donne sono protagoniste di questo tentativo di svolta?

il volto di un'altra donna diventa simbolo nel concerto. sfilano maschere con le sembianze di di Aung San Suu Kyi
mentre il gruppo canta walk on. bono racconta la storia: questa volta il pubblico è costretto ad ascoltare per lo meno, anche se magari non riconosce.

noi viviamo nell'era berlusconi, tutti i 77 mila sicuramente sanno chi è noemi e che faccia ha.

grazie a chi cerca di tenere accesa l'attenzione, anche con tutte le sue contraddizioni.



walk on

And love is not the easy thing

The only baggage you can bring...
And love is not the easy thing...
The only baggage you can bring
Is all that you can't leave behind

And if the darkness is to keep us apart
And if the daylight feels like it's a long way off
And if your glass heart should crack
And for a second you turn back
Oh no, be strong

Walk on, walk on
What you got, they can't steal it
No they can't even feel it
Walk on, walk on
Stay safe tonight...

You're packing a suitcase for a place none of us has been
A place that has to be believed to be seen
You could have flown away
A singing bird in an open cage
Who will only fly, only fly for freedom

Walk on, walk on
What you got they can't deny it
Can't sell it or buy it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

And I know it aches
And your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Home...hard to know what it is if you never had one
Home...I can't say where it is but I know I'm going home
That's where the heart is

I know it aches
How your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Leave it behind
You've got to leave it behind
All that you fashion
All that you make
All that you build
All that you break
All that you measure
All that you steal
All this you can leave behind
All that you reason
All that you sense
All that you speak
All you dress up
All that you scheme...

mercoledì 8 luglio 2009

le magie

il campanello che suona all'ora di cena quando avevo cinque anni. mia madre che mi dice di accompagnarla ad aprire. al di là della porta solo peluche, tanti, nessun umano con loro. per un bel po' ho pensato che fossero arrivati da soli. ancora non so chi li ha portati.

compiuti i trenta pensavo di non stupirmi più così tanto. mi credevo un po' cinica, vaccinata dal passato brutto e guardinga con le cose belle.
invece la tenacia e la tenerezza di un uomo mi hanno scompaginato i pensieri con una facilità che non credevo possibile.